1.130 – IN CAMMINO – Codici

C’è da diventare matti a gestire una transazione qualsiasi!

Fra “codice utente”, “data importante”, pw,  pin del dispositivo, cognome da nubile della mamma, referente, spid ecc. c’è da perdere la testa!

L’IBAN poi, con tutte quelle cifre, soprattutto la sfilza di zero non è facilmente memorizzabile ed è quindi facile sbagliare.

Me ne sono accorto, a mie spese, nell’inviare qualche soldino a nostri giovani parrocchiani reclusi o delle informazioni per l’Inps ai sacerdoti anziani della Diocesi.

Tutto è informatizzato ma non sempre le piattaforme tecnologiche rispondono in modo esaustivo per cui è necessario attaccarsi al telefono.

E qui comincia l’altra avventura. Per avere informazioni sull’ente premi il n° 1, per sapere … il n° 2, per questo e quest’altro il n° 3 via di questo passo fino all’ultimo messaggio: prema il n° 15 per parlare con un operatore. Ma non è finita perché l’operatore rimanda a un collega in quel momento fuori stanza.

Quando poi l’operatore si decide a rispondere è così veloce nelle indicazioni da non riuscire a capirci qualcosa.

Per chi poi, come il sottoscritto, manda tutto a memoria è un dramma perché  posso incorrere in errori o dimenticanze.

Chiudo perché ho degli ospiti…

 

1.129 – IN CAMMINO – Zampetta, zampetta…

Ieri sera sono andato a riposare molto tardi perché avevo da scrivere per la Rivista d’estate e non volevo “perdere l’ispirazione”: in certe occasioni scrivo con estrema facilità, in altre invece fatico anche soltanto a scrivere un rigo.

Pare sia questione di ispirazione..

Comunque sia appena toccato il letto e recitata la preghierina a San Giuseppe per una buona morte (ormai sono anziano e quindi mi devo premunire) mi sono addormentato profondamente. La cagnolina che solitamente mi fa compagnia aveva scelto il divano, sorda ai miei insistenti richiami.

A un certo punto della notte mi sono svegliato: era la cagnetta che evidentemente pentita d’avermi lasciato solo tentava di recuperare il mio affetto zampettando sulla mia persona avvolta dalle coperte.

Chissà quanto tempo avrà guaito, povera bestia!

Per salire sul letto attende sempre il mio consenso. Mai però con latrati bensì con sommessi guaiti quasi a chiedere il permesso per accoccolarsi vicino a me.

L’ho immediatamente accontentata impartendole anche un bel bacio e sono tornato ad addormentarmi.

Capisco che questa nota può sembrare un pensierino sdolcinato e addirittura biasimevole perché pubblicato su un blog parrocchiale ma anche i preti, quando vivono da soli e diventano anziani, hanno bisogno di compagnia.