Commento al Vangelo di domenica 18 ottobre 2026.
1.439 – IN CAMMINO – Lusso e prezzo
Ho dato una scorsa veloce a un articolo a mio modesto parere interessante che spiega, almeno in parte, il declino della dell’attività commerciale di Forte dei Marmi.
Prima del (possibile) declino delle attività commerciali una parola sul declino numerico (già in atto) della popolazione effettivamente residente
Molte famiglie hanno venduto la propria abitazione per trasferirsi altrove determinando un forte spopolamento del paese come si evince dal numero degli alunni “fortemarmini” iscritti al catechismo e alle scuole del paese.
Se, nell’immediato, ne hanno avuto un vantaggio finanziario avranno sicuramente in futuro uno svantaggio economico.
Finanza ed economia infatti non sono sinonimi!
In termini più comprensibili per finanza si intendono i soldi... per economia l’occupazione, il necessario per garantire un presente e un futuro sereno alla famiglia, l’acquisto dei generi alimentari, le spese scolastiche, alla spese per la salute, il gas, la benzina, la luce ecc.
Mi trovo praticamente tutti i giorni ad ascoltare le lagne di chi, pensando di aver fatto un affare, si trova adesso in difficoltà (e siamo soltanto alla prima generazione…) per pagare anche soltanto le … bollette!
Ma il guaio maggiore lo stiamo registrando nelle attività commerciali: lo stesso capo di abbigliamento solo perché venduto in un negozio del Forte diventa un articolo di lusso e viene venduto come tale a un prezzo “decuplicato”.
Il lusso e il prezzo sono legati al luogo di vendita!
Ora è vero che, a oggi, chi ha i soldi non bada ai prezzi ma in futuro, visto che non è detto che i ricchi siano anche sprovveduti, cominceranno a badarci anche loro e andranno in altre località meno esclusive.
Ed è quello che sta accadendo già nel presente con bar, ristoranti, agenzie ecc. che, per evitare il fallimento, chiudono per 4/5 mesi all’anno o lavorano solo nel fine settimana, mettendo a casa il personale…
Voi direte: “Pensa a far il parroco!” e va bene. Dal momento però che sono affezionato al paese e vorrei che tutti fossero felici mi sento in dovere di fare un accenno anche a questi problemi.
1.438 – IN CAMMINO – Ritiro spirituale
Ieri mi sono dimenticato di cliccare su “PUBBLICA” e quindi l’articolo già scritto è rimasto… sul computer.
L’ho pubblicato soltanto adesso, appena tornato dal Lucca-San Cerbone dove avevamo una conferenza-ritiro “speciale” riservata a noi sacerdoti.
La conferenza è stata molto interessante perché si è trattato di un commento alla Lettera Pastorale dell’arcivescovo Cannistrà e anche perché il relatore era mons. Manicardi al momento vicario generale di Carpi. Manicardi insegnava a Bologna negli anni della mia frequentazione del locale Studio Teologico Accademico. Non insegnava nella mia sezione ma lo conoscevo bene e quindi mi ha fatto piacere rivederlo.
Appena terminata la conferenza gli ho chiesto notizie su don N.N., un amico carissimo che aveva celebrato una delle sue prime Messe qui al Forte.
Non lo conosceva… mi è parso strano: poi però, dal cellulare, ho visto che N.N. era di Modena e non di Carpi. Io però lo avevo sempre incontrato a Carpi dove abitava lo zio paterno.
Ragazzo brillante, professore alla Facoltà teologica, aveva avuto un problema in parrocchia accusato di vicende boccaccesche. A seguito di tutto questo era stato dimesso, senza possibilità di reintegro, dallo stato clericale.
Quando lo incontrai era profondamente avvilito per quella che riteneva una punizione eccessiva ma si rimetteva con molta umiltà alla decisione del suo Vescovo e del Papa.
Cercai di consolarlo senza fargli troppe domande. Adesso insegna in un paio di Università Statali. Mi sarebbe piaciuto rivederlo o almeno avere sue notizie.