Commento al Vangelo di domenica 11 ottobre 2026.
1.434 – IN CAMMINO – Metamorfosi (trasformazione)
Il due di Novembre compirò 76 anni… Già da tempo vi sarete accorti della mia metamorfosi. Me ne sono accorto anch’io…
Avendo a disposizione tutti i numeri del bollettino parrocchiale mi diverto ogni tanto a scorrere qualche pagina e noto (con dispiacere) che certe iniziative ormai non riesco più a svolgerle per il semplice fatto che non ne ho più le forze fisiche e psicologiche.
Fra le iniziative di quei primi tempi ricordo con piacere: Le corse podistiche nell’anello del mercato con tanto di premiazione dei giovani atleti (Yogurt fornito dall’amico Moreno di Caranna…); La frequentazione settimanale del campo d’atletica di Pietrasanta; Le lezioni dalle Canossiane (il super-corso di matematica con mia cognata), dai Salesiani (alle Medie con tanto di cattedra di Letteratura Europea) e al Liceo Scientifico di paese e al Cavanis (… Religione, Lettere, Filosofia, Sociologia) con pubblicazioni a stampa elogiate da Vescovi, Cardinali e Papi); Le trasmissioni radiofoniche; La catechesi del Sabato sera per i gruppi di giovani e giovanissimi (A, B, C, D, … vi ricordate vero?); La cura delle vocazioni sacerdotali e religiose (del Forte e non solo); La visita settimanale agli ammalati; Le lettere raccomandate (anche un po’ cattive…) per risolvere i tanti problemi inevasi – per scoraggiamento – dal Priore (il terreno in Via Nizza e non solo); I lavori al tetto della chiesa (e della chiesetta di Via Duca d’Aosta); La realizzazione dell’organo monumentale; Il bollettino settimanale e le circolari per i ragazzi del catechismo; La visita estiva ai Bagni per la consegna del Santino (in formato grande) con un codazzo di bambini al seguito; La corrispondenza con i nostri giovani (sia quelli che hanno fatto carriera sia quelli carcerati) ecc. ecc.
Adesso mi sono ormai ridotto a celebrare la Messa quotidiana, a insegnare un po’ di catechismo, a seguire i vari piccoli gruppi presenti (Coro, Focolare, Catechisti, san Vincenzo) e a pregare (quando ormai sono a letto a riposare) per voi parrocchiani e amici dell’estate. Aggiungo – sempre in negativo – che sono diventato anche “insofferente” alle discussioni inutili e alle intemperanze dei più giovani…
Mi vedete più sgonnellare per il paese in tonaca perché mi sono appesantito. Mi dà consolazione scrivere ogni giorno sul blog e pubblicare la Rivista che ormai è diffusa e apprezzata in tutta Italia e non solo almeno a giudicare dalle mail/lettere che ricevo (e che cestino subito perché non mi piacciono gli elogi e le smancerie).
Vi assicuro che l’affetto per voi e l’impegno nel servizio pastorale sono rimasti inalterati anche se – non mi vergogno a dirlo – ho sempre più bisogno del vostro aiuto per “tirare il carretto”.
1.433 – IN CAMMINO – Catechismo (2)
Il giorno più bello della settimana (a parte la Domenica) è il sabato, giorno del catechismo. Ogni gruppo, dai bambini agli adolescenti, mi riserva ogni volta qualche sorpresa…
I piccolini con le loro domande, talvolta ingenue ma altre volte incredibilmente pertinenti, mi costringono a sminuzzare la Parola di Gesù per renderla loro comprensibile. Come pure la serietà con la quale svolgono il loro compito di “angeli” cioè annunciatori del Vangelo e custodi della fede nelle loro famiglie… non è un caso se molti genitori, nonostante gli impegni, vengono a Messa con loro e ne sono felici.
I mezzanelli, maschi e femmine, un po’ birichinetti ma sempre attenti alle lezioni per imparare – così mi ha rivelato una bimba – a diventare catechista e insegnante di scuola.
E poi i più grandicelli, nel pieno dell’adolescenza, con gli ormoni a mille, talvolta attenti e talaltra distratti, ma sempre affettuosi e gentili anzi preoccupati quando si accorgono che il parroco, ormai anzianotto, fa fatica a entrare nei loro ragionamenti.
I giovanissimi e i giovani, terminata la festa di Cresima, tendono ad allontanarsi per poi tornare e commuoversi quando il parroco svela il segreto della scheda di Cresima… con tanto di foto tessera, n° di telefono, mail…
“Macché Arcivescovo! La scheda serve a me: non avendo figli mi diverto la sera a guardarle e immaginarmi come siete cresciuti… quale professione svolgete, se avete già formato una famiglia…”
Allora noto imbarazzo e anche qualche lacrimuccia: “Mi spiace essermi allontanato. Non pensavo che mi volesse così bene…”
Qualcuno poi ricomincia farsi vedere in chiesa alla Messa delle 11.30 o nel pomeriggio, agli incontri per i giovani guidati da Matteo e Maria Paola, al coro, al Focolare…
Bisogna aspettare e pregare anche se talvolta l’attesa è terribilmente lunga.