1.352 – IN CAMMINO – …nel quartiere della Caranna

È stato davvero un bel momento, emozionante dal punto di vista umano e commovente da quello spirituale.

Osservando i volti dei presenti sono riandato col pensiero ai loro familiari, parenti e amici che ho funerato negli anni mantenendone un ricordo indelebile. Ho pensato a Madre Luigina, a don Clemente e a tanti altri cari amici…

Ho pensato anche agli anziani, viventi, che per motivi di salute non sono potuti uscire di casa ma che, immagino, mantengono un fortissimo attaccamento alla Madonna della Caranna, la loro Madonnina di quando erano piccoli…

Ho pensato agli ammalati che sono combattuti fra il chiamarmi e il nascondersi… per non farsi vedere sfigurati dalla malattia.

Non è stato un bel momento soltanto dal punto di vista dei ricordi: la devozione era davvero palpabile come pure il raccoglimento spirituale.

Insomma una bella manifestazione per di più organizzata alla perfezione.

Nel corso del giretto in corteo abbiamo recitato il Rosario riflettendo su alcuni momenti della storia della Caranna: i tempi della palude con gli uomini e le donne morivano per la malaria; quello del duro lavoro sulla montagna e in mare; il tempo delle migrazioni in Australia e nell’America del sud; quello della realizzazione della piccola chiesa e poi della grande; il tempo che stiamo vivendo fatto di scontri politici ma anche di tanta solidarietà ecc.

Dei “misteri” un po’ strani, lo riconosco ma in tono con la manifestazione mariana perché la devozione alla Madonna ha accompagnato gli uomini e le donne dalla Caranna in tutte queste vicende.

Mi giungono da ogni parte del mondo lettere e testimonianza straordinarie di quei tempi passati in cui c’era tanta povertà ma anche tanta solidarietà e fede.

Perfino quelli che lasciarono la famiglia continuano a chiedere informazioni sulla devozione all’Addolorata e mi chiedo di accenderle “un Kandelo” (scrivono così…!)

1.351 – IN CAMMINO – Benedizione del mare

Domenica prossima, tempo permettendo, terremo la consueta processione eucaristica di ringraziamento sfilando dalla Chiesa parrocchiale fino a Via Spinetti per poi rientrare in chiesa attraverso via Vittorio veneto.

All’altezza di Via Spinetti la processione si fermerà per la BENEDIZIONE DEL MARE, un momento importantissimo per la vita del paese e non solo.

Il MARE è Forte dei Marmi e Forte dei Marmi è il MARE!

La nostra cittadina se è così celebrata al punto da essere scelta da ospiti di tanti paesi è perché si affaccia sul mare. Poi, naturalmente ci sono anche altri pregi ma quello di gran lunga più importante è il nostro mare con tanto di una spiaggia meravigliosa.

È un dono meraviglioso che il Signore ci ha fatto; un dono che rende unico il nostro paese! Il ringraziamento dunque è d’obbligo!

La speranza poi è che questa condizione privilegiata si mantenga anche negli anni a venire e questo è un ulteriore motivo per invocare il Signore.

Non possiamo poi dimenticare quanti hanno fatto grande il nostro paese, soprattutto quanti, negli anni, hanno perduto la vita in mare navigando sui navicelli – veri e propri gusci di noce – per consegnare il marmo… Come facciamo a dimenticare queste povere persone (tanti erano poco più che bambini) che hanno perduto la vita in mare?

Ecco allora il terzo motivo di preghiera: il suffragio per i piccoli mozzi che sono morti in mare lasciando nello sconforto le mamme che non sapendo dove andare a pregare si rifugiavano in chiesa a piangere davanti al quadro dell’Addolorata.

Detto questo vi invito a partecipare (e, possibilmente, a collaborare) per la buona riuscita di questa manifestazione religiosa e al contempo civile.

Anzi, faccio appello alle varie istituzioni perché si facciano un punto di onore partecipando e coinvolgendo famigliari e ospiti/amici del paese.

 

1.350 – IN CAMMINO – 12 piccoli innocenti

Gli operai hanno iniziato i lavori di demolizione della vecchia casa a fianco alla chiesa. Armati di caschi protettivi, maschere e calzature speciali sono entrati per fare un minimo di pulizia prima di procedere all’abbattimento della struttura.

Nel corso dell’opera sono saltati fuori ben 12 esserini (piccioni) bisognosi di assistenza e cura. Mi hanno chiamato esponendomi il problema. Essendo muratori amorevoli li avevano collocati in un nido realizzato dagli stessi con l’erba del campo precedentemente tagliata.

Dato che la gatta si avvicinava pericolosamente alle bestiole mi hanno chiesto lumi al fine di salvarli dalla micia che già pregustava un lauto pranzetto.

Ho chiesto e ottenuto aiuto dal carissimo Roberto (grande esperto di animali) che si è detto disponibile a fare il possibile per tenerli in vita.

Ecco la foto degli animaletti.