Con questo termine gli antichi Romani indicavano l’attenzione e il rispetto da riservarsi ai genitori anziani.
Immagino che molti fra voi ricorderanno la descrizione che Virgilio fa, nell’Eneide, dell’eroe troiano Enea (pius Aeneas) che salva il vecchio padre Anchise prendendolo sulle spalle e si prende cura del giovane figlio Ascanio rinunciando sia all’amore di Didone che ai suoi legittimi desideri personali.
Ecco, ieri in chiesa, ho avuto un esempio concreto di cosa significhi concretamente “pìetas” e di come anche oggi sia vissuta nelle noste famiglie.
È venuto alla Messa un anzianissimo di Prato accompagnato in carrozzina da una signora che poi ho scoperto essere sua figlia.
L’anziano, sonnolente e visibilmente provato dal gran caldo, era circondato di mille attenzioni da parte della figlia che vegliava su di lui come può fare una madre con il figlio: gli sistemava i capelli sudati, gli appoggiava la testa sulla spalla ecc.
Al momento della Comunione mi sono avvicinato ai due e ho notato, con grande meraviglia, he l’anziano voleva in tutti i modi alzarsi in piedi per ricevere il Sacramento.
La figlia non l’ha contrastato ma anzi lo aiutato a reggersi in piedi per ricevere l’Ostia santa. Poi l’ha fatto di nuovo accomodare per ricevere poi lei stesso l’Eucarestia.
I presenti sono rimasti ammirati da questo esempio di pìetas famigliare e io con loro! Davvero un bell’esempio.