1.434 – IN CAMMINO – Metamorfosi (trasformazione)

Il due di Novembre compirò 76 anni… Già da tempo vi sarete accorti della mia metamorfosi. Me ne sono accorto anch’io…

Avendo a disposizione tutti i numeri del bollettino parrocchiale mi diverto ogni tanto a scorrere qualche pagina e noto (con dispiacere) che certe iniziative ormai non riesco più a svolgerle per il semplice fatto che non ne ho più le forze fisiche e psicologiche.

Fra le iniziative di quei primi tempi ricordo con piacere: Le corse podistiche nell’anello del mercato con tanto di premiazione dei giovani atleti (Yogurt fornito dall’amico Moreno di Caranna…);  La frequentazione settimanale del campo d’atletica di Pietrasanta;  Le lezioni dalle Canossiane (il super-corso di matematica con mia cognata), dai Salesiani (alle Medie con tanto di cattedra di Letteratura Europea) e al Liceo Scientifico di paese e al Cavanis (… Religione, Lettere, Filosofia, Sociologia) con pubblicazioni a stampa elogiate da Vescovi, Cardinali e Papi);  Le trasmissioni radiofoniche;   La catechesi del Sabato sera per i  gruppi di giovani e giovanissimi (A, B, C, D, … vi ricordate vero?);  La cura delle vocazioni sacerdotali e religiose (del Forte e non solo);  La visita settimanale agli ammalati;  Le lettere raccomandate (anche un po’ cattive…) per risolvere i tanti problemi inevasi – per scoraggiamento – dal Priore (il terreno in Via Nizza e non solo);  I lavori al tetto della chiesa (e della chiesetta di Via Duca d’Aosta); La realizzazione dell’organo monumentale;  Il bollettino settimanale e le circolari per i ragazzi del catechismo;  La visita estiva ai Bagni per la consegna del Santino (in formato grande) con un codazzo di bambini al seguito; La corrispondenza con i nostri giovani (sia quelli che hanno fatto carriera sia quelli carcerati) ecc. ecc.

Adesso mi sono ormai ridotto a celebrare la Messa quotidiana, a insegnare un po’ di catechismo, a seguire i vari piccoli gruppi presenti (Coro, Focolare, Catechisti, san Vincenzo) e a pregare (quando ormai sono a letto a riposare) per voi parrocchiani e amici dell’estate. Aggiungo – sempre in negativo – che sono diventato anche “insofferente” alle discussioni inutili e alle intemperanze dei più giovani…
Mi vedete più sgonnellare per il paese in tonaca perché mi sono appesantito. Mi dà consolazione scrivere ogni giorno sul blog e pubblicare la Rivista che ormai è diffusa e apprezzata in tutta Italia e non solo almeno a giudicare dalle mail/lettere che ricevo (e che cestino subito perché non  mi piacciono gli elogi e le smancerie).
Vi assicuro che l’affetto per voi e l’impegno nel servizio pastorale sono rimasti inalterati anche se – non mi vergogno a dirlo – ho sempre più bisogno del vostro aiuto per “tirare il carretto”.

1.433 – IN CAMMINO – Catechismo (2)

Il giorno più bello della settimana (a parte la Domenica) è il sabato, giorno del catechismo. Ogni gruppo, dai bambini agli adolescenti, mi riserva ogni volta qualche sorpresa…

I piccolini con le loro domande, talvolta ingenue ma altre volte incredibilmente pertinenti, mi costringono a sminuzzare la Parola di Gesù per renderla loro comprensibile. Come pure la serietà con la quale svolgono il loro compito di “angeli” cioè annunciatori del Vangelo e custodi della fede nelle loro famiglie… non è un caso se molti genitori, nonostante gli impegni, vengono a Messa con loro e ne sono felici.

I mezzanelli, maschi e femmine, un po’ birichinetti ma sempre attenti alle lezioni per imparare – così mi ha rivelato una bimba – a diventare catechista e insegnante di scuola.

E poi i più grandicelli, nel pieno dell’adolescenza, con gli ormoni a mille,  talvolta attenti e talaltra distratti, ma sempre affettuosi e gentili anzi preoccupati quando si accorgono che il parroco, ormai anzianotto, fa fatica a entrare nei loro ragionamenti.

I giovanissimi e i giovani, terminata la festa di Cresima, tendono ad allontanarsi per poi tornare e commuoversi quando il parroco svela il segreto della scheda di Cresima… con tanto di  foto tessera, n° di telefono, mail…

“Macché Arcivescovo! La scheda serve a me: non avendo figli mi diverto la sera a guardarle e immaginarmi come siete cresciuti… quale professione svolgete, se avete già formato una famiglia…”

Allora noto imbarazzo e anche qualche lacrimuccia: “Mi spiace essermi allontanato. Non pensavo che mi volesse così bene…”

Qualcuno poi ricomincia farsi vedere in chiesa alla Messa delle 11.30 o nel pomeriggio, agli incontri per i giovani guidati da Matteo e Maria Paola, al coro, al Focolare…

Bisogna aspettare e pregare anche se talvolta l’attesa è terribilmente lunga.