1.129 – IN CAMMINO – Zampetta, zampetta…

Ieri sera sono andato a riposare molto tardi perché avevo da scrivere per la Rivista d’estate e non volevo “perdere l’ispirazione”: in certe occasioni scrivo con estrema facilità, in altre invece fatico anche soltanto a scrivere un rigo.

Pare sia questione di ispirazione..

Comunque sia appena toccato il letto e recitata la preghierina a San Giuseppe per una buona morte (ormai sono anziano e quindi mi devo premunire) mi sono addormentato profondamente. La cagnolina che solitamente mi fa compagnia aveva scelto il divano, sorda ai miei insistenti richiami.

A un certo punto della notte mi sono svegliato: era la cagnetta che evidentemente pentita d’avermi lasciato solo tentava di recuperare il mio affetto zampettando sulla mia persona avvolta dalle coperte.

Chissà quanto tempo avrà guaito, povera bestia!

Per salire sul letto attende sempre il mio consenso. Mai però con latrati bensì con sommessi guaiti quasi a chiedere il permesso per accoccolarsi vicino a me.

L’ho immediatamente accontentata impartendole anche un bel bacio e sono tornato ad addormentarmi.

Capisco che questa nota può sembrare un pensierino sdolcinato e addirittura biasimevole perché pubblicato su un blog parrocchiale ma anche i preti, quando vivono da soli e diventano anziani, hanno bisogno di compagnia.

1.128 – IN CAMMINO – Grazie

È una parolina semplice, d’uso comune, usata fin dall’infanzia… e poi dimenticata, crescendo. È vero che non bisogna generalizzare ma è fuori discussione che, purtroppo, spesso è dimenticata.

Chi dovrebbe usarla se ne dimentica e chi se l’aspetta ci resta male.

Perché questo incipit così strano?
Semplicemente perché mi aspettavo un ringraziamento e invece non l’ho ricevuto e ci sono rimasto un pochino male.

Poi, riflettendo, mi sono reso conto che anch’io, con tutti gli impegni che ho posso aver dimenticato di ringraziare qualcuno.

Sono tanti i benefattori della chiesa e senz’altro qualche ringraziamento mi è saltato soprattutto nei confronti di chi la beneficato la chiesa attraverso donazioni bancarie: alcune banche infatti comunicano immediatamente i nomi dei benefattori… altre invece non lo fanno mai per cui diventa complicato ringraziare.

Ricordo che anni indietro mi incaponii per riuscire a “scovare” un benefattore misterioso che ogni anno beneficava la chiesa lasciando però solo le iniziali.

Fui costretto a scomodare la banca di uscita del bonifico per sapere chi fosse. Loro però non volevano comunicarmelo per motivi di privacy… poi finalmente riuscii a saperlo e a ringraziarlo ma dopo molti mesi dal versamento!

Bene chiudo qui questo sfogo molto umano.

Se ho dimenticato qualcuno voglia accettare il mio ringraziamento seppure tardivo.

Quanto a me cercherò di portare pazienza per questi mancati ringraziamenti e di continuare a lavorare con impegno accontentandomi della vostra stima e del vostro affetto.