1.380 – IN CAMMINO – Lourdes

Ieri è venuto il “messo” dell’Agenzia e ho iscritto ufficialmente coloro che hanno versato un anticipo anche modesto  (alcuni hanno già versato anche il saldo…).

Chiedo cortesemente a tutti coloro che hanno manifestato l’intenzione di venire di provvedere a versare almeno qualcosina per avere diritto all’iscrizione. Vi raccomando di essere puntuali e precisi per non mettermi in difficoltà. Sono mortificato a seccarvi con queste continue richieste ma l’agenzia non sente storie: senza anticipo non accetta iscrizioni!

Stamani su Corriere ho letto una bella testimonianza di una ragazza che ultimamente ha partecipato a un pellegrinaggio a Lourdes. È una lettera meravigliosa che però non posso riportarvi per intero perché piuttosto lunga. Mi limiterò quindi ad alcuni stralci proponendomi di tornare sull’argomento in un momento successivo. La lettera dice:

“(Giunta a Lourdes) mi sono seduta sulla prima panca e, durante la preghiera, sono scoppiata a piangere senza un motivo apparente. Mi sono sentita accolta in un abbraccio, capìta, compresa e amata come mai prima d’allora…

Quattro mesi fa ho subito un’operazione pesante. Per settimane sono dipesa completamente dagli altri: medici, infermieri, famigliari…

A Lourdes invece ero io  dare una mano per risanare il mio debito nei confronti di chi mi aveva aiutato…

Poi ho scoperto che in realtà erano loro – gli ammalati – che mi stavano donando qualcosa: la loro storia dolorosa, i loro sorrisi, le loro fragilità.

A Lourdes ho capito tante cose… “

 

1.379 – IN CAMMINO – All’incontrario…

È stata una buona Domenica, ricca di impegni ma anche di soddisfazioni. Fa piacere vedere la chiesa affollata e affollata di persone devote!

Sia la cerimonia del 25° di Sabato che il matrimonio di ieri sono stati momenti bellissimi, anzi indimenticabili. (sono incorso anche in una gaffe ma me ne scuserò quanto prima con l’interessata)

Come già scrivevo sul blog di Venerdì ricevo tanti incoraggiamenti a portare avanti la mia missione di parroco… la cosa mi fa piacere e ve ne ne ringrazio.

Stamani invece ho avuto una parola di incoraggiamento ma all’incontrario (non riesco a trovare il termine…):

È entrato un giovanotto e si è messo all’organo a suonare.

Mi sono subito avvicinato per fargli presente che avrebbe dovuto suonare l’organo “espressivo” (quello che è dietro l’altare) e non il “grande organo” che ha il motore elettrico “bruciato” e lui, candido candido, mi ha salutato:

“Don Piero, che piacere rivederla… è ancora qui? Non è ancora andato in pensione?”

Ho risposto a mezza bocca: “Sì, al momento sono ancora qui, un po’ acciaccato ma sono qui…”

Si deve essere accorto di avere usato parole poco simpatiche perché subito dopo ha chiuso lo strumento e se ne è uscito.