1.445 – IN CAMMINO – Pallone d’Oro e Pallina Gialla

“Kane” vince il pallone d’oro!

Un avventore del Bar, a voce alta, spiegava agli amici che le sue previsioni si erano rivelate giuste: troppo forte rispetto agli altri!

Diceva: “quando Kane fugge sul “manto erboso” non lo ferma nessuno e la sua “zampata” non perdona; li mette tutti “a cuccia”, difensori e attaccanti!

E li invitava a leggere i particolari sui giornali.

Anch’io, curioso, mi sono messo a sfogliare il quotidiano e ho capito che l’avventore si riferiva ad Harry Kane, non un “cane… cane” bensì il famoso giocatore della nazionale inglese e del Bayern Monaco… fresco vincitore del prestigioso trofeo.

La parola si legge in altro modo ma l’avventore, evidentemente poco pratico della lingua inglese, l’aveva pronunciata così come scritta.

Anche la mia canina aveva equivocato e udendo le parole “fuga”, “manto erboso”, “zampata” e “cuccia” doveva aver pensato a un cagnolino bizzarro che “sfuggito” al padrone, “si era rotolato su un “prato” sporco,  aveva poi rifilato “una zampata al padrone” e per questo era stato messo in punizione, “a cuccia”, salvo poi ottenere un premio speciale: un pallone dorato!

Non riuscendo poi a capire il nesso fra la punizione (la cuccia) e il premio ricevuto (il pallone dorato), si è messa ad abbaiare forte reclamando lei stessa il dono del pallone, tanto più che mai si era permessa di fuggire (alla Versiliana), di rotolarsi sui prati sporchi, di mordere il padrone ecc.

Insomma… per calmarla sono stato costretto a donarle una “pallina” gialla!

Questa!

1.444 – IN CAMMINO – Padre Damiano

Padre Damiano, già mio caro allievo, è venuto a celebrare Messa e a parlare della sua esperienza pastorale in Libano.

Purtroppo non eravamo moltissimi in chiesa a causa della chiusura del centro per la manifestazione del gruppi sociali e sportivi della città ma comunque in numero sufficiente per una celebrazione molto dignitosa.

Ormai Damiano è “incardinato” nel clero maronita e unisce all’impegno pastorale (catechismo ecc.) in una parrocchia quello di “zelatore del perdono”  nella Diocesi Libanese di appartenenza e di “provveditore alle opere della carità” della stessa diocesi sfruttando le poche settimane di presenza in famiglia in Italia per stendere la mano a favore di quella povera gente.

In altre parole presenta il tema del perdono quale strada maestra per la pace e raccoglie fondi per le comunità libanesi stremate dalla guerra.

Visto che alla sua Messa erano presenti soltanto un centinaio di fedeli abbiamo attinto alla cassa parrocchiale per dargli 500 Euro in beneficenza.

Siamo stati ricompensati dalla sua testimonianza sul “perdono” fra cristiani, islamici ed ebrei in quella terra martoriata da attacchi terroristici, guerra fra le diverse fazioni ecc.

Persone buone, cioè disposte all’accoglienza e al perdono, ci sono in tutti gli schieramenti: sono soprattutto i poveri (cristiani, islamici ed ebrei) che riescono a vivere – consapevolmente o inconsapevolmente – il messaggio di Gesù relativo al perdono. Ma sono pochi, pochissimi, una sparuta minoranza.

Non mancano purtroppo gli esagitati che vogliono la guerra a tutti i costi (anche per motivi religiosi) e questo determina un clima di sofferenza e di paura nella popolazione.

Anche i preti sono presi di mira ed essendo “maroniti”, quindi coniugati e con figli, cercano di proteggere la famiglia tendendo a spostarsi in zone più tranquille lasciando a quelli “celibi” la responsabilità delle poche comunità che sopravvivono in qualche modo…

Padre Damiano è uno fra questi “eroi” che a sprezzo della vita restano sul posto continuando a credere e ad annunciare il Vangelo del perdono! Vediamo di non dimenticarlo.