1.385 – IN CAMMINO – San Camillo

Oggi, festa liturgica di San Camillo desidero dedicare questa breve nota ai cari padri e fratelli Camillini che ho conosciuto in questi anni di permanenza al Forte. Tutti mi hanno “dato” qualcosa… esempio, disponibilità, affetto ecc.

In particolare ricordo Padre Efisio che mi accolse al Forte al mio arrivo nel novembre del 1997: aveva un piglio da manager e non lo nascondeva. Questo gli provocò una certa antipatia da parte del personale perché non guardava in faccia a nessuno quando c’era da salvaguardare il bene dell’ospedale. All’epoca mio fratello ero Preside della facoltà di Medicina all’università di Pisa e a lui ricorse per informazioni sui vari chirurghi che avevano presentato domanda. Intervenne il prof. Mosca con consigli mirati che ebbero – per quanto ne so – buoni risultati.

Ricordo anche Padre Gianfranco che grazie anche alla collaborazione con i fratelli D’Angiolo, acquisì molti dipendenti anche di altro profilo che dettero nuova importanza alla struttura: l’USL di zona riconobbe i risultati e ne nacque una intensa collaborazione.

E infine Padre Umberto che, sebbene ormai molto anziano, accettò di dirigere  l’ospedale.

Insieme con loro ne ricordo molti altri, sacerdoti e fratelli, che non cito per non appesantire troppo la nota: alcuni brillanti, altri meno ma tutti generosamente impegnati nel servizio ai malati.

Uno di loro, fratel Pietro Vecoli (che io però non ho conosciuto), era un santo! A lui mi affido nei momenti di stanchezza e di sconforto. Fatelo anche voi.

1.384 – IN CAMMINO – Falco o Gheppio?

Ci eravamo accorti da tempo che nel parco delle Canossiane non c’erano più piccioni e tortore e pure le cornacchie e i gabbiani se stavano alla larga.

Ieri sera ne abbiamo scoperto il motivo!

È presente in loco una famigliola di falchi (o gheppi?) che comprende i due genitori e tre piccoli già piumati ma ancora incerti nel volo.

Questi animali sono grandi cacciatori di piccioni, tortore, cornacchie e (se in gruppo) perfino di gabbiani… questo spiega l’assenza dei predetti animali dal parco!

Ieri sera, a Messa, era tutto un guardare verso il balcone del palazzo delle Madri perché i piccoli se ne stavano lì tranquilli, felici d’essere ammirati, quasi fossero modelli/e in passerella.

Anch’io che com’è noto sono amante degli animali li osservavo incuriosito.

Di più, visto che i bambini presenti alla celebrazione si stavano palesemente annoiando, ho promesso loro una sorta di guida/spiegazione sulla natura di queste simpatiche bestiole e sulla loro abilità predatoria alla fine della liturgia.

Per questo, finita la Messa, mi sono trovato circondato all’altere da una decina di bambini che reclamavano la lezione. Sfortunatamente era rimasto un solo falchetto in  bella mostra sul terrazzo mentre gli altri erano volati sul tetto della cappella delle Madri.

Quindi la loro curiosità è rimasta delusa. Allora per rimediare pubblico – in esclusiva per loro – una foto dell’unico falchetto rimasto sul terrazzo. Domenica prossima spero di poter soddisfare la loro curiosità su questi tipici rapaci da città.

N.B. Il falchetto (dispettoso) si è girato nel momento dello scatto!