Con questa espressione Cicerone si rivolgeva ai senatori romani seduto in assemblea per denunciare il malcostume in atto nella società dell’epoca. Richiamava al contempo il “mos maiorum” cioè la moralità dei predecessori.
Dicono gli storici, ma non è provato, che mentre snodava questo suo discorso c’era qualcuno – soprattutto Lucio Sergio Catilina ma non era solo… – che sghignazzava al suo dire e preparava la famosa congiura di cui si legge nei libri di storia romana.
Questa frase era sempre sulle labbra del mio professore di latino e greco che si lamentava dei tempi e dei costumi del tempo.
Erano gli anni ’67 – ’68 – ’69 caratterizzati da violenze (contestazioni verbali e non solo) nei confronti degli insegnanti e della società civile nel suo complesso. Io stesso rimasi coinvolto, seppure marginalmente, in quelle stupide contestazioni promosse dai maestri del sospetto che poi prepararono il terreno alle così dette “brigate rosse”.
E oggi siamo anche noi sacerdoti a ripeterle ai nostri giovani che si perdono dietro a slogan deteriori per affermare e praticare quella violenza che la fa da padrona. Al momento sono più di cento (100) i conflitti nei quali il diritto internazionale è ignorato, anzi calpestato.
Ovviamente non ci limitiamo ai lamenti ma cerchiamo di andare oltre proponendo il Vangelo e certi modelli di civiltà per fortuna ancora presenti nella nostra civiltà plasmata dai dettami evangelici: vedi ad esempio l’insegnamento del Papa cl suo richiamo a Gesù “disarmato e disarmante”.
Ora, che Gesù si sia presentato “disarmato” è incontestabile… é morto in croce!
Purtroppo però il suo Messaggio d’amore e perdono non sembra per niente “disarmante” perché la violenza continua a dilagare promossa da chi, come Catilina, si fa beffe degli insegnamenti e dei richiami promuove congiure e violenze che poi sfociano in guerre.
E i nostri giovani che assorbono come spugne questi cattivi insegnamenti ne saranno le prime vittime!