1.430 – IN CAMMINO – I Fioretti di san Francesco

Ugolino di Brunforte, frate francescano delle Marche, scrisse in lingua latina un libretto con alcuni aneddoti/racconti curiosi relativi alla vita e ai miracoli di san Francesco e dei suoi primi confratelli.

Il volumetto venne poi tradotto in lingua italiana (medievale) nel 1300 e dato alle stampe nello stesso periodo.

Ricordo d’averlo letto nell’estate del 1970, allo stabilimento balneare Tritone di Marina di Pisa in compagnia di Adriano (poi don Adriano Valleggi) e di Paolo (poi S.Ecc. Mons. Giovanni Paolo Benotto).

Mi incuriosirono soprattutto i racconti aventi come protagonisti gli animali: gli uccellini, il lupo ecc. e la natura: il bosco, l’acqua, il fuoco…

Stamattina mi è parso di tornare a quei tempi indimenticabili incontrando un San Francesco (in gonnella) con ben tre cagnolini al seguito.

Di questi uno, VITO, in carrozzella perché ormai molto anziano e due MARTINA e SOFIA, al guinzaglio, a fargli compagnia.

Mi sono fermato un attimo a parlare con la padrona e a osservare le bestiole e mi è sembrato di tornare, come già scritto sopra, ai tempi di San Francesco che, senza dimenticare gli uomini e le donne – in particolare i poveri e gli ammalati – aveva molto a cuore anche gli animali e la natura…

Ci siamo messi a parlare: io dei miei cani, Bubi e Carlotta ormai defunti, e Lola viva e vegeta e mia fedele compagna d’affezione in questi anni d’anzianità e lei, la signora, dei suoi tra cagnolini: una conversazione breve ma molto affettuosa.

Le ho promesso di scrivere qualcosa sull’argomento e così ho fatto appena rientrato in canonica.

Impariamo ad amare, come san Francesco, tutte le creature animate e inanimate riconoscendo in esse un dono speciale del Signore.

 

1.429 – IN CAMMINO – San Francesco (2)

Scrivevo ieri, nella brevissima nota che ho pubblicato, che la piccola statua di San Francesco è già presente ai piedi dell’altare grande da due settimane. Non starò a ripetervi il motivo: dico soltanto che la famiglia dell’artista e in particolare la nipote Chiara hanno gradito molto la mia iniziativa.

Oggi aggiungo qualcosa sperando che vi possa essere di aiuto nella vostra riflessione quotidiana.

La nostra parrocchia vanta ben due illustri esperti della spiritualità francescana: non cito i nomi perché non ho avuto la loro autorizzazione (veramente non  l’ho nemmeno richiesta… conoscendoli bene come persone che non amano mettersi in mostra) ma i loro scritti e le loro testimonianze mi sono state di grande aiuto per approfondire la conoscenza del Santo.

È grazie a loro che posso scrivere la presente nota.

San Francesco non ebbe una vita facile.

Lui, amante di tutte le creature si trovò spesso in difficoltà con i suoi frati che pur tanto amava, al punto da essere emarginato. Questo perché molti fra loro stentavano a capire – sarebbe meglio dire “accettare” – sua scelta radicale di povertà e semplicità! Trovavano la sue decisioni assurde e impossibili da praticare.  La Verna era diventato il suo rifugio soprattutto quando ebbero inizio le prime dolorosissime scissioni…

Fra i pochi che lo capirono e provarono a imitarlo ci fu l’amica Chiara che accettò la sua proposta di vita consacrata, con gioia.

Proprio a indicare questa sua “gioia” di appartenere totalmente al Signore la vediamo “sorridente” nel quadro che vedrete esposto in chiesa. Si vede in primo piano Francesco  con le stigmate e uno sguardo determinato. Lei invece, un passo indietro rispetto a Francesco, appare sorridente e col fiore della verginità in mano a indicare che fra loro ci fu soltanto un amore spirituale e non carnale!

Cerchiamo anche noi di seguire il Vangelo di Gesù con la stessa determinazione di Francesco e la stessa gioia di Chiara.

Domani ci vediamo in Chiesa?