2109 IN CAMMINO – Le Palme (2026)

Niente di speciale da riportare. Tutto è andato come previsto con una buona presenza di fedeli e soprattutto di piccoli allievi del catechismo e non solo.

Abbiamo iniziato nel parco delle Suore con il canto (venuto così così a causa della raucedine che mi ha colpito nei giorni scorsi), le letture e la breve riflessione. Poi, divisi in due gruppi per non intralciare la circolazione dei veicoli ci siamo diretti verso la chiesa.

Entrati (senza attendere il tradizionale battito al portone) simo stati letteralmente abbracciati simbolicamente dai numerosi fedeli già presenti e quello è stato il momento più commovente… io che salivo le scale dell’altare con tanti bambini a fare corona intorno a me.

Un momento commovente perché, stando a  quello che ci dice il Vangelo, furono proprio i piccoli a far festa a Gesù. Probabilmente senza piena consapevolezza ma con grande candore e sincero affetto .

Se i piccoli furono allora i protagonisti in senso positivo gli altri, in particolare gli anziani, lo furono in senso negativo perché avevano già nel cuore quella cattiveria che di lì a poco avrebbero scatenato contro il povero Gesù.

Per questo abbiamo iniziato la preghiera riconoscendo i nostri peccati, presenti e passati, veniali e mortali …

Oggi, Lunedì santo, nel pomeriggio dalle 15,30, esporremo il Ss.mo Sacramento pregando per il paese e in particolare per le famiglie. Ce n’è tanto bisogno, credetemi e lo faremo col cuore. Ci sarà pure la distribuzione degli utili alle famiglie in difficoltà in modo che ci sia un po’ di felicità pe tutti.

2108. IN CAMMINO – Una bella sorpresa

… più per lui che per noi!

Adesso vi spiego. Eravamo dalle suore con alcuni giovani bravissimi per l’appuntamento del Giovedì che ci vede riuniti per un momento di preghiera e una riflessione sulla difficile congiuntura storica che vede contrapposti e in guerra alcuni popoli.

Ci siamo fermati a ragionare sulla guerra – che di questo di tratta – fra gli israeliani e gli ezhbollah filo-iraniani stanziati nel sud del Libano. Come tutte le guerre anche questa miete vittime innocenti che non c’entrano proprio niente con la politica e il terrore.

A un certo punto ci siamo messi a riflettere sul coraggio e la fede dei cristiani di quella zona che preferiscono morire piuttosto che abbandonare le loro comunità. Notizia di questi giorni è stata la morte sotto le bombe israeliane o i missili iraniani (non è stata ancora accertata la verità) di un caro sacerdote libanese sposato e con figli che, nonostante le minacce, è rimasto col proprio gregge al suo posto.

A quel punto mi è venuto in mente il mio carissimo exallievo padre Damiano che – pure lui – sta vivendo in prima persona questa drammatica situazione di guerra. Pure lui, incardinato nella locale Diocesi maronita, non ha paura di morire e ha deciso di restare. I suoi superiori hanno accolto la sua decisione: essendo celibe non ha da temere se non per se stesso!

A quel punto abbiamo deciso di fargli una sorpresa e di chiamarlo al telefono per avere notizie di prima mano. Passato il primo momento di meraviglia per questa chiamata inattesa lo abbiamo sentito molto tranquillo e impegnato nella preparazione alla festa di Pasqua né più né meno come fosse a Forte dei Marmi. Tranquillissimo e impegnatissimo a responsabilizzare i suoi giovani per la festa ormai imminente.

Dire che è rimasto felice per questa telefonata è davvero poco…

E felici siamo stati anche noi per avergli offerto un poco di vicinanza e di affetto.