La Messa è risultata molto devota, animata dai canti di P. Barberi, con i fedeli attentissimi alle mie parole e anzi pronti a chiedermi di alzare la voce quando non riuscivano a capire!
All’altare e a lato della venerata immagine i fiori (gialli) e il contenitore per i santini-ricordo con la preghiera al Santo da recitarsi in famiglia. Quest’anno ho pensato alla preghiera-ricordo perché in molti me lo avevano chiesto… e anche perché io stesso ne sentivo la necessità.
La predica (un po’ lunghina…) ha sottolineato due Suoi aspetti specifici: la Sua umanità e la sua spiritualità.
Il primo riguardante la famigliarità di padre Pio con i suoi figli spirituali: un giovane padre di famiglia mi ha confidato che se si chiama “Francesco” lo deve a Padre Pio che propose alla mamma – prossima al parto – di dargli il suo nome di Battesimo … appunto Francesco (Forgione) per poterlo tenere sempre … sotto controllo! Un bell’esempio di affetto famigliare.
Per spiegare il secondo aspetto ho invitato i presenti a osservare con molta attenzione il prezioso reliquiario che presenta da un lato una freccia/lancia a ricordo delle Sue stigmate; dall’altro una zampa di leone come monito a non sottovalutare il demonio che “sicut leo circuit querens quem devoret” … come un leone gira intorno per scegliere la preda da divorare…
Confesso d’essere molto devoto a padre Pio e di questo ringrazio tutti voi, cari amici e parrocchiani, che me lo avete fatto conoscere meglio con le vostre testimonianze e con la vostra devozione.
Non vi ringrazierò mai abbastanza!
N.B. Nell’occasione della festa ho inviato mille euro all’ospedale di P. Pio a nome di tutta la parrocchia.