1.339 – IN CAMMINO – Mi scuso…

… se ieri non ho risposto/chiamato ai vari messaggi telefonici o mail che mi avete inviato.

Il mio telefono, al mattino, era muto e il computer non funzionava.

Grazie all’aiuto dei miei collaboratori sono riuscito a mettermi in contatto con il Servizio TIM che mi ha garantito un intervento per oggi, Lunedì, in mattinata.

In realtà l’intervento deve essere stato immediato perché dal pomeriggio la linea telefonica ha ripreso a funzionare regolarmente e così il computer.

Solo che io non ne ero stato messo al corrente (o forse sì ma non avevo capito); per di più nel pomeriggio (dalle 15.00 alle 21.00) non mi erano giunte né telefonate né mail per cui ho pensato d’essere ancora disconnesso e sono andato tranquillamente a riposare lasciando il cellulare (che invece funzionava regolarmente) a fianco del computer nel mio studio pronto per usarlo al posto del fisso…

Soltanto stamani, di prima mattina, mi sono reso conto dell’errore.

E ho cercato di rimediare contattando i numeri in entrata.

Alcuni, soltanto due per fortuna, urgenti, riguardavano un ammalato grave e un ex-parrocchiano (anzi parrocchiana) deceduta e li ho già risolti contattando le famiglie.

Altri erano di amici/collaboratori ai quali ho spiegato con sincerità quanto accaduto.

Sto perdendo un po’ di colpi… portate pazienza!

 

1.338 – IN CAMMINO – Prima Confessione

Questa sera, con inizio alle 19.00 circa, i bambini di terza elementare celebreranno la loro prima confessione. Sono emozionatissimi e felici… al contrario di noi grandi che invece viviamo il Sacramento con paura.

Sì. Avete capito bene: con paura perché temiamo il giudizio del confessore che pure è una persona come noi e che, quindi, ha i nostri stessi peccati (se no n altro di pensiero) da confessare.

Come si spiega questa mutazione: da piccoli siamo felici… da grandi siamo impauriti! Evidentemente perché il rispetto umano – vedi quanto ho scritto sopra – ci condiziona al punto da preferire restare in peccato piuttosto che confessarci.

I peccati che ci condizionano sono quelli più comuni e quindi quelli che riguardano la sfera sessuale. Anche perché nel passato il confessore, arcigno, aggiungeva: ” dove, come,  quante volte, con chi,  perché ecc… tutte domande che ci mettevano in crisi al punto da sentire il sacramento come una specie di gogna psicologica.

Tutti, donne e uomini, preti compresi!

Non che adesso la confessione non riguardi più certi peccati. Solo che si conoscono meglio certi aspetti della biologia, della psicologia e dell’antropologia che suggeriscono di sfumare in qualche modo la dizione per non mettere in difficoltà sia il penitente che il confessore.

Quindi, per essere ancora più chiari, per “peccati della carne” si intendono tutti i peccati sessuali, da soli e in compagnia.

Volendo si può aggiungere “al riguardo ho coinvolto un’altra persona” oppure “al riguardo non sono stato un buon marito/una buona moglie/un buon sacerdote/un buon catechista/un buon cristiano ecc.”  intendendo che questi peccati della carne non si sono limitati a un momento di piacere in solitudine ma hanno coinvolto un’altra persona.

Non si tratta di essere ipocriti/falsi ma semplicemente di confessare il peccato evitandoci il rischio dell’esaurimento nervoso o dell’ansia patologica.

Se il confessore insistesse su certi particolari sarà sufficiente dire: “la prego non mi metta in difficoltà… sono un povero peccatore, lo so bene ma avverto un certo disagio nel proseguire su questo argomento”.

Apri le tue braccia, corri incontro al Padre, oggi la sua casa sarà in festa per te! Questo è il canto dei bimbi di prima Confessione… proviamo se non proprio a cantarlo almeno a recitarlo anche noi grandi quando andiamo a confessarci.

Ora vado dai frati a confessarmi dei miei peccatucci in modo da dare l’esempio ai bimbi e ai genitori.